mercoledì 25 marzo 2009

Categoria protetta

I baristi sono una categoria protetta dal WWF e dall'Unesco.
Esperti conoscitori dell'universo femminile, hanno capito che - anche se son dei gran cessi - dietro a un bancone si chiava sempre.
Eccentrici romantici, riescono a gestire il via vai della figa come pochi sanno fare: impegnati nel lavoro, possono rivolgere carinerie e frasi fatte alle avventrici avide di liquidi organici.
Che orgoglio vedere le conquiste dei baristi!
La pedana rialzata regala almeno 15 cm di altezza e il bancone toglie alla vista difetti quali pancia prominente, culo grosso e gambe a X.
Gli spazi angusti favoriscono i loro movimenti sinuosi e la cristalleria in bella mostra è lucida come le loro palle di ottone.
A seconda delle necessità, possono definirsi acrobatici (per le scalmanate), barman (per le fragili e insicure) o bartender (per le più coccolone).

Ah! I baristi! Con una frase fanno svernare i cuori in primavera.

40 commenti:

  1. parola di ex-tossicobarista! barista ha a che fare anche con il barare, mentire spudoratamente davanti ad un unghia bordeaux, il librone dei complimenti è sempre più tomo. la mia formazione è avvenuta con il testo di peppino manzi, proprietario del cluny bar di milano marittima(ora non esiste più). i complimenti dei baristi assomigliano alle promesse elettorali di berlusconi

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  2. cazzo dilaudid! il movimento dei Crudi ti sta proprio a cuore. hai scritto un commento più lungo della media dei tuoi post.

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  3. esattamente!basta sentimentalismi del cazzo, i baristi raccontano alle bariste le loro conquiste e anche che le tipe che girano con l'unguento in borsetta per farsi sfondare i culi.Dietro un barista c'è un uomo, ricordatelo sempre.

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  4. il mio barista mi chiama Chuck Norris e vuole che gli faccio un autografo.
    Un giorno o l'altro lo stendo con un calcio rotante. Altro che primavera.

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  5. ahahahah!ma tu non c'hai una figa!

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  6. appunto. è un requisito essenziale ciò che ha elargito con delicatezza donna Gerico. non ci conosciamo ma mi rivolgo a lei mr Gozer. lei è maschio, come può pretendere che il barista sverna il suo cuore in primavera? le consiglio di trovare una barista.

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  7. facevo solo notare come in primavera, oltre a svernare i cuori delle donzelle, i baristi svernicino le palle dei gentiluomini. Però capisco che, se dietro ogni barista c'è un uomo, la situazione non è delle più agevoli per loro ;)

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  8. quanto mi piace che la mia storiella abbia ispirato così tante situazioni!

    ma forse la ragazza dalle unghie bordò le conosce bene le promesse dei baristi.. mi pare, mentre lei era distratta, di averle scorto in borsetta del frisco's butter..

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  9. tu eridì smuovi le masse!
    oltre ad avere la vista lunga..

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  10. allora.io e il cina dopo avere riso e deriso la povera eridì siamo partiti alla riscossa per riscattarle le chiappe.Ora,cara signorina,finchè non ha imparato la lezione dei crudi, non potrà più avere l'amato frisco's butter.

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  11. eke,bada a rimanere dei crudi,sai.sei a un passo dal sentimento.Bloccati in tempo.

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  12. Mi insulta devocka, solo perchè con la pedana è più alto di me.

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  13. Questa volta rido. Il barista, non l'hai detto, può far bere una donna fintanto gli effetti dell'alcool non migliorino le sue fattezze. Quelle cioè del barista. E mettimi nel blogroll, braccino corto.

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  14. giuro,lo faccio appena arrivo a casa.Oggi sto facendo uno strappo alla regola per interagir con voi.

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  15. Gozer,dì al barista che sicuramente sull'uccello nessuno ti batte:stampagli questa frase e portagliela.Coglione di un barista.Cretino.E scommetto,pure calvo!

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  16. novelli assassini nati partiremo per indurire eridanya. armati di dildo e strap on la rieducheremo

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  17. ery deve soccombere.Punto.Una che parla di caramello e non si riferisce a ciò che esce dal suo ano merita l'estirpazione dalla società

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  18. Ti facevo gandhiana, tesoro.

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  19. Ti sei fatta fregare da un barista, immagino.
    E non avevi nemmeno il lubrificante in borsetta.

    :-)

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  20. ieri donna Gerico è stata generosa assai.
    ha fatto il classico strap on alla regola e ci ha deliziato della sua presenza.
    la famiglia di blogspot ringrazia e ti accoglierà sempre a braccia aperte!
    a sto punto credo non solo con quelle.
    di aperte.
    buondì

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  21. Cara Lindalov, io mi faccio altre categorie protette.E il lubrificante - sentimentalista - lo lascio a voi.Viva il Movimento Crudo!

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  22. Eke, ogni giorno mi sforzo di scrivere un post su Libero e uno su Blogspot.Soffro di schizofrenia,ma la vicinanza a paolino rende tutto più divertente.Per il resto, nessuna famiglia in me.Ancora sto sentimento di appartenenza?cara mia, la via al movimento crudo è ancora lunga per te.

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  23. Amore mio BU, 'gnurant!Gandhi era un non violento, non un sentimentale.Rimango profondamente gandhiana semper.La foto che ho cambiato, però, non mi piace.Baci baci vado a prendere la cittadinanza.

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  24. sto già facendo le magliette, per i gandhiani crudi vedo un futuro illuminato

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  25. Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande uomo, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sui Crudi. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di Crudi che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

    Ma cento anni dopo, il Crudo ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del Crudo è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il Crudo ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il Crudo langue ancora ai margini della società e si trova esiliato nella sua stessa terra.

    Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti su Blogspot per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni cittadino del mondo sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i Crudi tanto quanto i sentimentali, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

    E’ ovvio, oggi, che la Terra è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini Crudi. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, il mondo ha consegnato ai Crudi un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo mondo. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

    Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare al mondo l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare il nostro mondo dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dilaudid. Sarebbe la fine per questa terra se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei Crudi non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

    Il 2009 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i Crudi abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

    Non ci sarà nel mondo né riposo né tranquillità fino a quando ai Crudi non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

    Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

    Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

    Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità Cruda non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli sentimentali, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

    E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il Crudo sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

    Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai Crudi saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

    Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai sentimentali". Non potremo mai essere soddisfatti finché i Crudi del Mississippi non potranno votare e i Crudi di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

    Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

    Ritornate nel Mississippi; ritornate in India; ritornate nel Brasile; ritornate in Russia; ritornate in Canada; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

    E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno Dilaudiano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

    Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Romagna i figli di coloro che un tempo furono Crudi e i figli di coloro che un tempo possedettero Crudi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

    Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

    Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per essere crudi, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

    Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore Dilaudid si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

    Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

    Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dilaudid sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se il mondo vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

    Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne di ogni Stato.

    Risuoni la libertà.

    Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

    Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

    Ma non soltanto.

    Risuoni la libertà dalla spiaggia libera di Lido di Classe

    Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

    E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dilaudid, crudi o sentimentali, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dilaudid Onnipotente, siamo liberi finalmente".
    Martin Dilaudid King

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  26. Dilaudid King il tuo discorso ricorda melassa e non mi riferisco a roba che esce dal culo. stai attento, vacilli, la mia presenza qui non ti è d'aiuto per portare avanti la tua battaglia. Gerico, Dilaudid King, farò di voi dolce zucchero filato, tornerete grazie a me ad essere l'una la puttana dell'altro, l'altro il magnifico protettore della prima. Sarete nelle mie mani caramello cotto da spalmare. diventerete dolci statue di caramello crudo. Questo il mio obitettivo. Nessuna pietà per voi!! (e, cazzo, se avessi un culo così davvero lo mostrerei al mondo intiero sul tuo blog!)

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  27. sarà mia premura tenerti ferma mentre gerico infilerà nei tuoi orifizi oggettitistica di varie dimensioni.
    Malcom Dilaudid X

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  28. posso scattare qualche foto nel frattanto? (bello "frattanto", vero?)

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  29. i fotografi dilettanti sono sentimentali, si affezionano ai loro scatti insulsi, è nella tua anima che rimarrà uno storico momento di gaudio

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  30. come dire: "resterai sempre un ricordo nel mio cuore" mmh, quasi mi fai venire il diabete, AhAH!

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  31. trattasi di lacerazioni multiple

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  32. e poi si è mai sentito parlare di Cotti dolci? mai! unica eccezione per il ceppo praghese che si distingue sì dagli altri, ma per l'affumicatura. mentre è noto che i Crudi si distinguono proprio per la loro DOLCEZZA.
    mi rivolgo a te eridì, regina indiscussa dei Cotti: impalarli con bastoncini canditi per poi carammellarli a fuoco lento, mi sembra la giusta punizione e potrà essere d'esempio per molti.
    il girarrosto lo posso procurare io.

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  33. Fascino alcolicamente alterato agli occhi delle donzelle in preda al delirio stile "Cocktail"(film con Tom Cruise!)
    L'aura del dietro-bancone nasconde animali da sella per una notte e via abituati ad apparire come sexsimbol per la notte. Ma nelle ore diurne che sono? Superman era un giornalista e Dracula stava nella bara, e questi?

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  34. i baristi nelle ora diurne rimangono baristi.

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  35. ragazzi,Dilaudid è colto da senilità:come vuole il nostro movimento, sarà lui a praticare in voi le incisioni di verità.

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  36. ragazzi,Dilaudid è colto.
    Può bastare.

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  37. Per uno che come me, è stato nutrito da un barista per tre mesi, a olive, patatine e Kibowi, perchè non aveva i soldi per mangiare, sono parole d'amore per ogni uomo che miscugli all'interno di contenitori in acciaio, bevande di diverse gradazioni alcoliche.

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  38. favollo, ti dirò:ho fatto la barsita per 6 anni e so benissimo cosa c'è dietro ad ogni barista.

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